L’uso dell’acciaio speciale nei trituratori industriali

La produzione italiana di acciaio

L’acciaio è una lega ferrosa composta principalmente da ferro e carbonio, quest’ultimo in percentuale non superiore al 2,06%; oltre tale limite, le proprietà del materiale cambiano e la lega assume la denominazione di ghisa[1].

Federacciai, nel suo report statistico periodico, ci fa sapere che la produzione italiana di acciaio grezzo e laminati a caldo nel 2019 è stata di ca. 19,845 milioni di tonnellate [2] (dato provvisorio a ottobre 2019).

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La produzione siderurgica si divide in prodotti piatti (lamiere, piani a caldo) e prodotti profilati (acciai profilati, in barre e fili laminati).

Con questo le lavorazioni principali [3] dei semilavorati dell’acciaio si suddividono in:

  • Ossitaglio
  • Lavorazioni meccaniche (fresatura, tornitura e rettifica)
  • Forgiatura

Per entrare nel merito si definisce acciaio speciale quello che contiene, oltre al ferro e al carbonio, degli altri elementi (es. cromo, manganese, molibdeno, nichel, rame, silicio) in modo da poter produrre modifiche strutturali ed originare nuove strutture.

Con ciò risultano modificate le caratteristiche e le proprietà fisiche, meccaniche e tecnologiche, che porta ad una sommaria classificazione in:

  • acciai da costruzione
  • per utensili
  • e per applicazioni particolari

L’impiego nei trituratori

I trituratori industriali sono macchinari destinati all’industria nel trattamento delle più svariate tipologie di rifiuti: da carta, plastica e legno al RAEE, al RSU fino agli pneumatici auto e camion ed oltre.

In virtù di ciò sono sottoposti a sollecitazioni importanti, per cui l’acciaio speciale nei trituratori industriali trova il suo naturale impiego, sia per l’elevata resistenza meccanica che per le sue caratteristiche anti-usura.

In particolar modo acciaio speciale possono essere:

  • gli alberi porta-lame (o rotori)
  • le lame (o coltelli)
  • placchette di taglio

Ciascuno di questi elementi è soggetto a tipi di spinte e sforzi diversi tra loro e quindi il tipo di acciaio di cui sono costituiti deve rispondere a caratteristiche fisiche (proprietà) e meccaniche differenti e ciò si riflette sulla scelta dell’acciaio più idoneo. La classificazione degli acciai è infatti funzione della destinazione d’uso.

Tipico è l’uso di acciaio da bonifica “adatto a sopportare carichi elevati, urti e soprattutto a resistere a fatica” [1].

Alquanto più complessa la scelta dell’acciaio per i componenti che entrano direttamente nella fase di taglio dei materiali, per i quali entrano in gioco anche l’usura, l’urto e le necessità manutentive di riaffilatura lame piuttosto che di ricarico di saldatura.

Non di poco conto sono le caratteristiche di temprabilità dell’acciaio. Questo introduce il ciclo di trattamento termico in tutte le sue varianti e complicanze.

La scelta dell’acciaio speciale nei trituratori industriali è frutto quindi di molteplici fattori sia progettuali che di produzione e per ultimo, ma non meno importante, di costo.

Bibliografia

1. https://it.wikipedia.org/wiki/Acciaio

2. http://federacciai.it/produzione-acciaio-aggiornamento/

3. https://www.steelmaster.it/

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Nota di redazione

L’articolo è volutamente generalista e non da indicazioni specifiche sul tipo di acciaio più idoneo per l’uso, in quanto ciò potrebbe sia costituire una violazione della proprietà intellettuale dei fabbricanti che essere preso a specifica di progetto e questo elude le finalità solo divulgative di trituratori.blog.

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