Impianto di triturazione rifiuti industriali non pericolosi

Il quadro di insieme

“La normativa sui rifiuti contenuta nella parte quarta del D. Lgs. 152/06 prevede due procedure diverse ma coesistenti per stabilire se un rifiuto è ammissibile ad un determinato impianto di smaltimento o di recupero.

La normativa prevede attualmente una caratterizzazione del rifiuto per pervenire alla sua classificazione giuridica ed una analisi di caratterizzazione per stabilire se esso è ammissibile ad un determinato impianto di smaltimento o recupero.

L’articolo 184 del D. Lsg. 152/2006 spiega il principio con cui si classifica un rifiuto: i rifiuti sono classificati secondo l’origine in rifiuti urbani e rifiuti speciali e secondo le caratteristiche di pericolosità in rifiuti pericolosi e rifiuti non pericolosi.”

I rifiuti da lavorazioni artigianali ed industriali, da attività commerciali, di servizio e di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché quelli derivanti da attività sanitarie, rientrano nei rifiuti speciali non pericolosi, fatto salvo quelli che rientrano nell’Allegato D della parte quarta del decreto.

Negli ultimi anni viene stimata in Italia una produzione di rifiuti speciali non pericolosi tra le 60mila e le 80mila t/anno che dovrebbero essere smaltite, trattate, riciclate, ecc.

Una soluzione per il trattamento dei rifiuti industriali non pericolosi

Un contributo alla soluzione del trattamento dei rifiuti industriali è dato dalla loro triturazione, allo scopo di avviare a riciclo il prodotto dopo la lavorazione. Un impianto realizzato di questo tipo si basa su un trituratore a 2 alberi da 110 kW (150 CV) con motorizzazione idraulica. L’impianto è composto da una rulliera, un sollevatore ribaltatore, una tramoggia con pressore ad arco idraulico ed un nastro di scarico a tapparelle metalliche con spruzzatori di lavaggio; completa la configurazione un telaio di supporto del trituratore con scala di accesso e piano di camminamento con corrimano, per le attività di manutenzione ordinaria. Il tutto è gestito da un quadro elettrico con un controllore a logica programmabile (PLC) con un ciclo automatico.

L’operatore dell’impianto carica il rifiuto pallettizzato sulla rulliera, che lo porta sin davanti la portella inferiore del sollevatore. Il ciclo porta l’unità di carico (abbr. UDC) sulla piattaforma del sollevatore, che la solleva sino al punto superiore ad una decina di metri da terra. Da qui l’UDC viene scaricata nella tramoggia del trituratore per la fase di triturazione. Il pressore ad arco nel mentre provvede a pressare il materiale sulle lame allo scopo di evitare eventuale l’effetto ponte o di galleggiamento.

Il materiale triturato cade nella zona sottostante sul nastro di scarico, che lo porta e lo scarica nella fossa di raccolta, da dove un operatore con un ragno lo preleva per depositarlo in un cassone ed avviarlo alla fase successiva di lavorazione ed impiego.

Se il ciclo di per sé può apparire semplice, nella realtà ha comportato diverse giornate uomo di messa a punto, per la presenza dei numerosi sensori di regolazione dell’avanzamento dell’UDC lungo tutto il percorso, dal carico, sino allo scarico in fossa. Non da meno sono i sensori di sicurezza per la protezione degli operatori.

Il materiale trattato è perlopiù composto da:

  • contenitori in plastica;
  • barattolame;
  • fusti in metalli da introdurre uno solo per ciclo con o senza bancale;
  • cisternette da 1000lt con e senza bancale.

Come residuo di triturazione vengono convogliati fanghi, poltiglia con pezzi di plastica, legno, ferro, leghe leggere con capacità e caratteristiche rientranti secondo i dati tecnici della macchina.

Bibliografia

2 pensieri riguardo “Impianto di triturazione rifiuti industriali non pericolosi

  1. Alle piattaforme ecologiche (PEA) giungono i rifiuti speciali non pericolosi e frazioni secche da RD di rifiuti urbani. Qui, dopo una verifica per l’accettazione e pesatura, I RIFIUTI VENGONO RAGGRUPPATI PER MATERIALI OMOGENEI per essere avviati a recupero. I cosiddetti trasbordi ovvero impianti di trasferenza sono impianti finalizzati alla ottimizzazione della logistica e dei trasporti dei rifiuti indifferenziati raccolti e destinati agli impianti di pretrattamento ovvero incenerimento. Il rifiuto urbano non subisce alcun trattamento ma semplicemente trasbordato dai mezzi (di piccola taglia) della raccolta a mezzi piщ grandi per il conferimento agli impianti di trattamento. Herambiente и la piщ grande societа nel settore del trattamento dei rifiuti. Con 86 impianti certificati, oltre 1400 operatori specializzati e una struttura commerciale dedicata, Herambiente opera sul mercato nazionale e internazionale, rappresentando un benchmark di riferimento europeo.

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