La triturazione dei rifiuti urbani coi laceratori aprisacco

Se stimassimo che ogni abitante in Europa produca un kilogrammo a testa di rifiuti arriveremmo ad “totale di circa 200 milioni di tonnellate di rifiuti urbani ogni anno che devono essere adeguatamente trattati in qualche modo e in qualche posto”.

Le opzioni di gestioni sono varie e tra queste l’Unione Europea cita nella propria guida sulla la gestione dei rifiuti:Il riciclo completo o parziale significa che le quantità di rifiuti da smaltire possono essere ridotte evitando di usare materie prime”.

L’argomento in sé riveste un certo peso se la Commissione Europea dedica all’ambiente una intera sezione del proprio sito e legifera in materia come ad esempio la Direttiva 2018/851 del 30 maggio 2018 sui rifiuti nel cui oggetto e ambito di applicazioni “stabilisce misure volte a proteggere l’ambiente e la salute umana evitando o riducendo la produzione di rifiuti”.

Le soluzioni tecniche e di gestione per il trattamento dei rifiuti sono più d’una: la raccolta differenziata, le discariche, il compostaggio, inceneritori e termovalorizzatori e non ultima la triturazione. Spesso queste soluzioni sono complementari l’una all’altra. Noi in questo articolo ci soffermeremo sulle soluzioni di triturazioni disponibili.

Laceratori vs trituratori

Quando si parla di macchinari per il riciclaggio si pensa subito per antonomasia ai trituratori industriali. Meno conosciuti per i non addetti ai lavori sono i laceratori aprisacco. Costruttivamente si somigliano ma la logica di funzionamento non è del tutto simile e così le condizioni di impiego.

I trituratori sono finalizzati principalmente al trattamento mono-materiale, allo scopo di ridurne le dimensioni, anche attraverso più passaggi (trituratore primario e secondario). Il materiale triturato è così già predisposto ad esempio per l’impiego come materia prima seconda.

I laceratori hanno invece principalmente lo scopo di rendere vagliabile il rifiuto urbano, quand’esso ad esempio viene addotto al laceratore nei tipici sacchi del rifiuto urbano multimateriale. Il laceratore provvede appunto a lacerare ed aprire il sacco, consentendo una successiva prima selezione e suddivisione del materiale.

Entrambi i macchinari sono dotati di due alberi porta-lame contrapposti, ma mentre nei trituratori le lame garantiscono “l’effetto taglio” generato dall’interferenza millimetrica tra due lame contrapposte, tanto più efficace quanto più le lame sono affilate, nei laceratori questo concetto non è applicabile data la distanza tra le lame, finalizzata a lacerare e garantire elevati volumi di produzione.

Anche la forma delle lame è sostanzialmente diversa tra i due macchinari. Nei trituratori i becchi non sono mai molto pronunciati rispetto alla circonferenza della lama perché diversamente ciò aumenterebbe lo sforzo del trituratore una volta agganciato il materiale moltiplicando le inversioni di rotazione degli alberi porta-lame. Viceversa però dei becchi di altezza insufficiente rischierebbero di non agganciare il materiale. Risulta quindi determinante per l’efficienza del processo trovare un compromesso tra l’altezza dei becchi e la disposizione delle lame sugli alberi.  

Nei laceratori invece il becco delle lame è molto pronunciato rispetto alla circonferenza proprio per garantire la funzionalità aprisacco. Le lame sono montate a coppie contrapposte, in quanto nei laceratori il processo di triturazione, rispetto ai trituratori, avviene in entrambi i sensi di rotazione degli alberi porta-lame. Se nei trituratori l’inversione è funzionale a svincolare gli alberi dal materiale che blocca la rotazione e quindi più inversioni meno produzione, nei laceratori l’inversione è parte del processo di produzione.

Una applicazione di triturazione con laceratore 200 CV

Una classe di laceratori che rispecchia le caratteristiche di cui abbiamo parlato è il laceratore 200 bialbero 200 CV ad azionamento idraulico “prevalentemente utilizzato come macchina primaria nel trattamento dei rifiuti”. Gli alberi sono indipendenti fra di loro e le loro lame uncinate rendono questo modello il più Indicato per trattamento rifiuti urbano garantendo una produzione fino a 30÷35 t/h di RSU.

Una caratteristica interessante è quella che permette, con l’ausilio dell’automazione industriale, di poter selezionare diversi programmi di triturazione. Un controllore a logica programmabile (PLC), gestisce diverse configurazioni della rotazione asincrona degli alberi porta-lame permettendo di scegliere il programma più adatto al tipo di materiale.

Bibliografia

https://ec.europa.eu/environment/waste/publications/pdf/eufocus_it.pdf

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1574008401192&uri=CELEX:32018L0851

https://satrindtech.com/it/laceratori-2-alberi-serie‐t200/

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