La triturazione di sacche di silicone di soluzione glucosata

“Una soluzione glucosata è una soluzione perfusionale di zucchero, solitamente glucosio o destrosio, in acqua (utilizzata come solvente) da somministrare per via endovenosa, per scopi terapeutici”.

Si utilizza principalmente per ripristinare il normale volume sanguigno, per correggere il deficit di acqua nel caso di stati di disidratazione o eccessiva presenza di sali minerali oppure come veicolo di trasporto di altri farmaci compatibili con la soluzione.

La somministrazione di soluzione glucosata avviene perlopiù per via endovenosa e si presenta normalmente in sacche di silicone, impiegate quindi in regime ospedaliero per fleboclisi. Le sacche rientrano nella gestione dei rifiuti sanitari ed ospedalieri, del cui trattamento ho già scritto in precedente articolo ad hoc.

I produttori e gli enti ospedalieri avranno perciò la necessità di smaltire le sacche di silicone difettose o scadute, che quindi contengono ancora la soluzione di acqua e glucosio, piuttosto che le sacche utilizzate. Se le sacche vuote sono assimilabili direttamente ad un rifiuto di tipo secco che può rientrare nella categoria più ampia delle gomme, le sacche che contengono ancora la soluzione glucosata sono di più difficile identificazione e trattamento.

La separazione solido/liquido (residuo di acqua e glucosio) nel trattamento delle sacche di silicone

Una interessante applicazione è quella che utilizza i trituratori industriali. Per lo scopo la soluzione si basa su un trituratore a due alberi da 11 kW (15 CV), equipaggiato con lame 5-1 becchi di 30 mm di spessore e dotato di paratie e tenute addizionali, per proteggere dai liquidi i cuscinetti degli alberi porta-lame.

Il caricamento del materiale in tramoggia, che si presenta in contenitori industriali da 600 lt, inforcabili col transpallet, è assicurato da un ribaltatore cassoni oleodinamico, che solleva e ribalta le sacche su un nastro trasportatore a tapparelle metalliche. Il nastro a sua volta trasporta le sacche verso la tramoggia di caricamento del trituratore.

Il trituratore è in grado di assicurare una portata compresa tra i 150 ed i 600 Kg a seconda del tipo di sacche trattate. Il macinato cade per gravità in una tramoggia sottostante di raccordo ad una coclea di trasporto. Il materiale triturato, silicone, viene raccolto in contenitori all’uscita della coclea.

Una vasca di raccolta dei liquidi delle sacche, sotto la coclea, provvede alla raccolta dei residui di acqua e glucosio, che vengono prelevati attraverso una tubazione e convogliati allo scarico. Anche il nastro di carico è dotato di una analoga vasca di raccolta, per raccogliere i residui liquidi delle sacche che eventualmente dovessero perdere il proprio contenuto per la rottura anzitempo dell’involucro.

La tramoggia, il telaio di supporto e la coclea sono realizzati in acciaio inox, per evitare fenomeni corrosivi dovuti alla presenza dei liquidi. La tramoggia inoltre è dotata di spruzzatori di lavaggio, allo scopo di lavare la camera di macinazione dei residui zuccherini contenuti nel glucosio ed evitare possibili effetti di incollamento delle lame in camera di macinazione.

L’impianto è gestito attraverso un quadro elettrico principale, dotato di un controllore a logica programmabile (PLC) ed un quadro di comando del ribaltatore.

Il silicone triturato e separato dai residui liquidi può poi essere utilizzato ad esempio come materia prima seconda. Un possibile uso industriale degli scarti di gomma siliconica è la produzione di un fluido di silicone di bassa viscosità per le industrie tessili come silicone tessile per abbigliamento.

Bibliografia

https://it.wikipedia.org/wiki/Soluzione_glucosata

Se desideri stampare questo articolo clicca qui

Rispondi