L’ottimizzazione di un sito WordPress: una esperienza

Le prestazioni ed il posizionamento di un sito web sono caratteristiche normalmente tenute in grande considerazione all’interno delle organizzazioni.

Le prestazioni (genericamente la page speed) tendono ad influenzare il posizionamento. Quest’ultima pero è condizionata anche da altri molteplici fattori ed attività correlate (sotto il nome generalmente di #SEO). In questo post parlerò della mia esperienza del miglioramento delle prestazioni, nell’ambito delle attività svolte sul sito #WordPress del settore in cui opero, senza entrare nel tecnico più di tanto o suggerire soluzioni mirabolanti.

I parametri che definiscono delle buone performance non sono pochi e gli strumenti che le misurano aggiungono complessità all’argomento. Entrano in gioco ambienti diversi (browser diversi possono avere comportamenti diversi a parità di sito) e device diversi (cio che è buono per un desktop non è detto lo sia per uno smartphone e viceversa). Se poi il sito non è ottimizzato sin dall’inizio per gli obiettivi di perfomance da ottenere, a posteriori puo risultare molto dispendioso cercare di ottimizzarlo, se non arduo.

Alcune sono le caratteristiche principali su cui si è lavorato:

  • ottimizzazione delle immagini
  • minimizzazione (minify) del codice HTML, Java script (JS) e CSS
  • cache

Si potrebbero aggiungere altre decine di parametri che dovrebbero essere presi in considerazione, ognuno dei quali meriterebbe una menzione, ma questi sono i tre principali che hanno generato i miglioramenti più apprezzabili.

L’ottimizzazione delle immagini è stata l’intervento piu importante, sia come riscalatura che come compressione (smushing). Se il sito contiene immagini ad alta risoluzione, dell’ordine di Mb piu che di Kb, ciò non può che rallentare la fase di caricamento (rendering) della pagina col conseguente decadimento del page speed complessivo.

La compressione del codice HTML, JS e CSS, con l’ausilio di plug-in dedicati e stata oggetto di innumerevoli test di configurazioni diverse. Minimizzare sistematicamente ed automaticamente tutti gli script puo generare effetti indesiderati sul rendering delle pagine del sito. Può essere necessario scegliere quale script, tra molti, escludere dalla compressione del codice e poi per ogni script incluso/escluso eseguire un test per verificare gli effetti sui diversi browser e non è escluso alla fine di ritrovarsi al punto di partenza.

L’uso della cache e piu un metodo che un parametro tecnico. L’idea di fondo e che se l’immagine del sito è caricata in una cache il caricamento delle pagine del disco sara piu veloce rispetto al ricaricare ogni volte il sito dal web server. Anche in questo caso le opzioni disponibili sono molteplici, perchè diverse sono le cache disponibili in relazione al contesto del web server ed alla struttura del sito. Alcune modalita di cache possono peggiorare le performance generali piuttosto che migliorarle.

Blog e letteratura in proposito sul web non mancano, ma spesso forniscono consigli tecnici validi per tutti che mal si sposano con le peculiarità del proprio sito e del suo tema grafico e spesso più che aiutare confondono le idee. È bene quindi cercare di documentarsi attentamente e procedere passo passo, senza abilitare modifiche di parametri diversi contemporaneamente. Se è il caso i consigli di un esperto, con una buona base teorica coadiuvata dall’esperienza sul campo, possono essere di aiuto.

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