Parliamo di Industria 4.0 nelle PMI: next step

Nella prestigiosa cornice di un noto hotel milanese si è parlato di Industria di 4.0. Marmi e stucchi e digitalizzazione dei processi industriali: passato, presente e futuro spesso si intrecciano. L’incontro è stato organizzato da “Laboratorio Industry 4.0”, laboratorio di idee per supportare ed affiancare le imprese sul tema.

La presentazione ha introdotto l’argomento con una nota di statistica: l’80% delle imprese è a conoscenza dell’argomento, solo il 20% ne conosce i contenuti ed ancora meno a avviato progetti di Industria 4.0. Ahimè si è detto, parafrasando l’oggetto dell’incontro, più che un next step sembra di assistere ad un back step, dato che l’attuale compagine governativa non sembra essere molto propensa a proseguire sulla strada della diffusione del sapere.

Il primo intervento della presidenza di API Milano ha riassunto quanto fatto dall’associazione nella promozione di Industria 4.0 sia a livello informativo che di sensibilizzazione, finanche all’avvio di un progetto di Manifattura 4.0. Diverse gli spunti trasmessi e gli scenari che potrebbero delinearsi:

  • Le aziende non reattive rischieranno di non essere più competitive
  • È necessario un cambio di paradigma: open innovation e lean organization
  • Deve essere perseguita la digitalizzazione dei processi
  • Si debbono aggiornare hardware e software, ma anche i cervelli

Il che fare passa dalla revisione dei modelli di business attraverso la nove tecnologie abilitanti Industria 4.0 e la tecnologia 5G che verrà e ci sconvolgerà (NdA: La Stampa del 24/11/2018 a doppia pagina caso vuole sull’argomento). Sarà necessario un cambio culturale imprenditoriale: pensare in grande, agire in piccolo. Non più solo il prodotto, ma anche i servizi che esso può generare (es. manutenzione predittiva) e che possono sviluppare un vantaggio competitivo importante.

Ha proseguito nella presentazione La Compagnia delle Opere la quale ritiene che l’elemento fondamentale sia una nuova cultura che possa necessariamente attraverso la formazione, anche perché qualsiasi sviluppo economico non può prescindere da un cambio di paradigma.

Si entra nel tecnico con l’intervento del CISQ sul percorso di valutazione della conformità. L’attestazione è un percorso che ha lo scopo di accertare ed attestare le caratteristiche tecniche e gestionali del bene e del sistema produttivo in cui esso viene inserito, al fine di poterlo collocare in uno degli allegati (A oppure B) delle leggi in materia di trasformazione tecnologica (vedi bibliografia articolo blog).

Il primo passo è la verifica che il bene rispetta i requisiti tecnici richiesti (Circolare 4E del MISE). Il secondo step passa attraverso un sopralluogo per l’analisi del contesto.

È bene far presente che non è sufficiente acquistare un prodotto “4.0 Ready” perché automaticamente si possano ottenere i benefici fiscali previsti. L’acquirente deve approfondire come quel bene si inserisce nel proprio contesto direttamente col fornitore.

Prestare particolare attenzione nei casi di “revamping dei macchinari” allo scopo di verificare attentamente se questo possa poi rispondere ai requisiti di sicurezza previsti.

L’incontro è proseguito con la presentazione di casi di successo industriali in ottica Industria 4.0 presentati da Rold ed Elmec. Non ultimi gli interventi della parte di Educational di Laboratorio Industry 4.0 ed in coda non meno importante gli aspetti del bonus formazione e altri incentivi del Piano Industria 4.0 a cura di Bernoni Grant Thornton. Chiude l’incontro Fineco Private Banking, sponsor dell’evento.

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