Il pressore idraulico: un accessorio per la produttività dei trituratori industriali

Nei trituratori industriali la produttività, in termini di quantità di materiale macinato per unità di tempo (t/h), è una delle caratteristiche determinante che caratterizza l’efficacia del trituratore. Concorrono al risultato, posto la coerenza dell’impiego previsto, diversi elementi tra loro interconnessi:

  • La forma e disposizione delle lame
  • La potenza
  • Il controllo elettronico del processo
  • Il metodo di caricamento

In realtà succede sovente che per alcuni tipi di materiale si verifica un fenomeno particolare: il materiale tende a “galleggiare” sulle lame (per es. con i fustini cilindrici), oppure in altri casi si forma “un ponte” (es. con il cartone) tra le pareti della tramoggia di carico. Il risultato è che le lame non riescono a fare presa sul materiale ed a triturarlo e ciò implicitamente riduce la produttività del trituratore.

La soluzione del problema del galleggiamento del materiale e dell’effetto ponte

In realtà una soluzione al problema c’è e consiste nel fare in modo di spingere il materiale contro le lame cosicché i becchi di queste possano agganciarlo e poi macinarlo.

Questo accessorio si chiama pressore e si comporta proprio nel modo descritto: spinge, deforma e tiene premuto il materiale contro le lame.

È installato su un lato della tramoggia opposto al carico, sul lato parallelo agli alberi porta-lame (in alcuni modelli tenendo conto dell’albero lento e veloce del trituratore). Fondamentalmente sono di due tipi: ad arco oppure lineari.

I pressori ad arco compiono un movimento ad arco dall’esterno della tramoggia sino all’interno a pochi centimetri delle lame. I pressori lineari scorrono su pattini dall’alto in basso all’interno di una sede ricavata sul fianco della tramoggia. In entrambi i casi la posizione di partenza è denominata punto morto superiore (abbr. PMS) e quello di arrivo punto morto inferiore (PMI), oltre i quali il pressore si ferma e cambia direzione.

I pressori sono mossi da uno o più cilindri oleodinamici, secondo la spinta necessaria. Una centralina oleodinamica di qualche kW di potenza aziona i cilindri.

La scelta tra i due tipi di pressore dipende dal materiale, dalla forma della tramoggia, dagli ingombri disponibili nell’intorno e dal modo in cui il materiale viene caricato in tramoggia. Il pressore ad arco è piuttosto ingombrante anche se costruttivamente più semplice rispetto a quello lineare.

Il ciclo pressore

Il pressore idraulico nella sua corsa dal punto superiore al punto inferiore e ritorno compie un ciclo di lavoro denominato ciclo pressore, normalmente gestito da un controllore a logica programmabile (PLC).

La corsa si svolge senza impedimenti quando il pressore arriva sino al PMI senza trovare particolare resistenza da parte del materiale, mentre questo viene contemporaneamente macinato dalle lame. Se viceversa il pressore è ostacolato per qualche motivo dal materiale, interviene un pressostato opportunamente tarato per interrompere la corsa e salvaguardare il pressore. In questo caso il pressore ripete dei brevi cicli di pressione per cercare di proseguire la corsa e se ciò continua ad avere esito negativo interrompe il ciclo e ritorna al PMS, generando un allarme bloccante.

Se durante il ciclo pressore, durante la fase premente, gli alberi porta-lame eseguono una inversione, il pressore interrompe il ciclo, sino a che gli alberi non riprendono il senso di marcia di lavoro.

La triturazione di rifiuti generici con l’ausilio di un pressore ad arco

Una applicazione industriale di quanto detto è nella triturazione dei rifiuti generici, per ciò misti. Nell’esempio concreto si utilizza un trituratore industriale a 2 alberi da 100 CV con singola motorizzazione idraulica. Il trituratore è dotato di un pressore idraulico ad arco da 5,5 CV. Il tutto gestito da un unico quadro di controllo dotato di PLC.

La clip sintetica (per gentile concessione SatrindTech Srl) mostra il tipico ciclo pressore nella sua corsa dall’alto in basso e ritorno. Seppure trattasi di un ciclo a vuoto senza materiale, il video rende l’idea del funzionamento generale di questo particolare accessorio, molto utile per mantenere la produttività ai livelli nominali del trituratore.

Il pressore idraulico è costruito in robusta carpenteria elettrosaldata e sulla parte terminale, quella a contatto col materiale, viene posto ciò che si definisce il piatto di spinta. Un solo cilindro oleodinamico è sufficiente in questo caso per applicare la forza di spinta necessaria sul materiale di qualche migliaio di kilogrammi.

Per scaricare questo articolo clicca qui

Un pensiero riguardo “Il pressore idraulico: un accessorio per la produttività dei trituratori industriali

Rispondi