Lo smaltimento di mascherine e guanti Covid

Un problema ambientale

Repubblica.it in un articolo dello scorso 7 maggio 2020 lancia un allarme sullo smaltimento di mascherine e guanti Covid.

Non è il primo articolo in tal senso: analoghi allarmi ho avuto modo di leggerne sui Social già a partire dal mese scorso, a riprova che l’argomento è quanto mai attuale.

In effetti con l’emergenza coronavirus e l’obbligo per tutti di portare le mascherine ed in taluni contesti anche i guanti monouso, il quantitativo di rifiuti di tale natura, anche potenzialmente infetti, quindi pericolosi, che si generano giornalmente sarà notevole. Come esordisce l’articolo “il problema è sia sanitario che economico”.

Se nelle strutture ospedaliere il trattamento dei rifiuti speciali e pericolosi è già subordinato a protocolli ben specifici, in quanto hanno già familiarità e cultura con questo tipo di rifiuti, non si può dire altrettanto per la gente comune, che tenderà a disfarsi di guanti e mascherine nell’indifferenziato e speriamo non nell’ambiente.

Ma il problema è generato più che altro dalla quantità. Le aziende di raccolta e trattamento dei rifiuti come dovranno comportarsi nella fase di vagliatura e separazione, a meno tutto non finisca distrutto in un inceneritore.

Le normative in materia

A livello regionale si evidenzia una presa di posizione della regione Lombardia col Decreto N. 520  della Direzione Generale Ambiente e Clima “Disposizioni urgenti in materia di gestione dei rifiuti e di bonifica a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19” che “ordina di attuare delle forme straordinarie, temporanee e speciali di gestione dei rifiuti anche in deroga alle disposizioni vigenti, che interessano tutto il territorio regionale”.

Da una rapida ricerca web non ho trovato sino ad ora riferimenti normativi specifici rilasciati dal Ministero competente. La circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020 specifica che: “dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto”, ciò da articolo in proposito di Tuttoambiente.it e relativi interessanti approfondimenti in materia.

In attesa di disposizioni omogenee e specifiche di trattamento e smaltimento di mascherine e guanti Covid e ovvio pensare che “l’impatto di tutte queste mascherine rischia di unirsi a quello della plastica monouso che, se mal gestito, soffoca i mari” segnala l’articolo di Repubblica.it.

Ed ancora “da qui nasce la necessità di ripensare l’intera filiera italiana in modo che si possa ottenere un prodotto adatto all’economia circolare”.

Che fare

È innegabile che lo smaltimento di mascherine e guanti Covid possa rappresentare per le aziende anche uno stimolo per contribuire coi propri prodotti ad aiutare a risolvere il problema, in un quadro normativo regolamentato e certo.

Come sempre nel riciclo dei rifiuti una delle prime fasi è quella della distruzione meccanica, attraverso la macinazione con macchinari denominati trituratori industriali.

In questo senso, come si può vedere dal video sottostante, un primario costruttore italiano di trituratori ha già nel proprio catalogo macchine adatte allo scopo e l’esperienza per contribuire alla soluzione del problema.

Per gentile concessione SatrindTech Srl

In attesa di un ripensamento generale della filiera legata alle mascherine le associazioni ambientaliste da Legambiente al WWF stanno già lanciando ripetuti appelli per un uso responsabile di questi dispositivi”. Con questo monito termina l’articolo di Repubblica.it.

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