Triturazione di scarti per l’industria conciaria della pelle

I trituratori industriali vengono impiegati in molte industrie, ma non sempre il loro contributo viene adeguatamente valorizzato. Un settore strategico per l’economia del nostro paese è quello del Made in Italy. In questo articolo, presento una soluzione di triturazione personalizzata che coinvolge direttamente questa tipologia di mercato.
L’installazione custom è composta da un trituratore a due alberi da 50 CV che lavora in concerto a un trituratore a tre alberi da 125 CV attraverso un sistema di nastri trasportatori. L’applicazione è molto specifica, ma permette di affrontare, seppur tangenzialmente, un tema importantissimo: quello dell’impatto ecologico della manifattura italiana d’eccellenza.

Conceria italiana: un mercato d’eccellenza

In Italia una delle industrie di eccellenza è quella della conceria. La pelle è un materiale molto utilizzato nell’industria della Moda: borse, calzature e piccola pelletteria sono tra i settori più in salute dell’intero manifatturiero.
Il settore della moda, nel suo insieme, ha prodotto nel 2017 un fatturato di 64,8 miliardi, in aumento del 2,5%. Le esportazioni sono salite del 4,3%. Dopo la Cina, l’Italia è il secondo esportatore al mondo di pelletteria. Nel nostro paese sono presenti oltre 1300 imprese che si occupano dell’industria della pelle. Si concentrano, per la maggior parte, in Veneto, Campania e, soprattutto, Toscana, dove è presente lo storico Distretto del Cuoio di Santa Croce sull’Arno. E il settore non conosce crisi. La pelle Toscana ha visto un raddoppio delle esportazioni nel periodo 2007-2017, passando da 1,8 a 3,6 miliardi di euro.
Un mercato così importante rappresenta un asset per tutta la nazione. Tuttavia, oltre ai meriti di un’industria unica al mondo, bisogna guardare anche le responsabilità che seguono a un tal primato. Se, infatti, ci vantiamo della produzione, non dobbiamo dimenticarci del corretto smaltimento. In un’ottica di economia circolare, capire come ridurre l’impatto ambientale di un’industria è il primo passo per l’ottimizzazione dei processi di lavorazione, il riutilizzo dei materiali e la riduzione di rifiuti.

Lavorazione e trattamento della pelle: un’impronta ecologica da non sottovalutare

Pelle e cuoio sono materiali naturalmente biodegradabili. Il procedimento di conceria, tuttavia, li rende più resistenti e difficili da smaltire. Ma non solo: durante la concia vengono utilizzati componenti chimici tossici e una grande quantità di acqua.
Poiché pelle e cuoio richiedono una lavorazione con un elevato carbon footprint, un corretto smaltimento, ma soprattutto, il riutilizzo di questi materiali, sono fondamentali in un’ottica di sostenibilità. La triturazione, dunque, risulta un passaggio imprescindibile per ridurre gli sprechi, recuperando non solo il prodotto finito, ma anche tutto il semilavorato che viene scartato in fase di produzione.

Il processo di lavorazione che dalla pelle grezza porta al prodotto finito produce diversi sottoprodotti: acque di scarico, rifiuti solidi, grassi, prodotti chimici. È essenziale individuare processi di lavorazione con minimo consumo di risorse ed emissioni. L’industria della pelle, inoltre, muove un mercato che coinvolge non solo pelletteria, ma anche settori come l’arredamento e l’automotive.

Doppio impianto di triturazione industriale per l’industria conciaria

Negli impianti specializzati per l’industria conciaria, un ruolo sempre più importante sarà quello dei trituratori. Un esempio è la gestione degli scarti del rifilo, ovvero le parti non conformi della pelle che vengono rimosse durante le prime fasi di produzione
È proprio questo lo scopo del sistema composto dai due trituratori: un trituratore a due alberi e un trituratore tre alberi collegati da molteplici nastri trasportatori, controllati a distanza in modo completamente automatico. Il quadro di controllo PLC Siemens, cablato secondo il protocollo di comunicazione Profibus per gestione remota, è dotato di teleassistenza. La fornitura è conforme ai più recenti requisiti dell’Industria 4.0.
Il primo passaggio di materiale è svolto da un trituratore media potenza a due alberi modello da 37 kW (50 CV) con lame a 1 becco con spessore 50 mm. Il secondo passaggio da un trituratore tre alberi da 93 kW (125 CV), con lame a 5-1 becchi con spessore di 50 mm e griglie di scarico con fori esagonali. Le due macchine sono collegate tra loro da un nastro trasportatore di 10 mt.
In uscita dal trituratore a 3 alberi, il materiale viene raccolto da un nastro di pesatura orizzontale di 2 mt. che lo convoglia ad un secondo nastro trasportatore di 4,5 mt. dotato di Overbelt. Dopo lo scarico di materiale ferroso dalla linea, un terzo nastro di 5 mt. porta il materiale a un serbatoio per l’idrolisi.

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